Circa un anno e mezzo fa, il sospetto mi sfiorò. Non ho mai considerato Roger un giocatore d'attacco puro, un accanito sostenitore e amante del S&V, sarebbe eretico affermarlo.
Roger Federer è, in tutto e per tutto, un tennista a tutto campo, che fa della completezza tecnica punto forte e al contempo salvagente del proprio tennis.
Premettendo che superfici e palline non sono più quelle di una volta [dove per una volta intendiamo anche meno di un lustro fa] e che il rallentamento ha raggiunto livelli onestamente insostenibili oramai, dall'anno della Passione [2008, ndr] ho sempre pensato che avesse smarrito, perlomeno in termini di regolarità, una delle caratteristiche fondamentali del proprio genio: l'anticipo. Cito testualmente: "C'è una cosa che non ho imparato a fare e che credo sia innata in me: so, sento dove la palla sta per arrivare, ci vado prima, istintivamente".
Aggiungo io: si tratta di talento. Del centro di esso, della sua parte più pura e intima.
Forse complice l'insicurezza dovuta ad età, avversari, malattie, piccoli fastidi e sconfitte [è tutto un ciclo, una conseguenza continua] Federer non s'è più fidato del proprio istinto, inconsciamente e gradualmente. E come poi tutti i giocatori di talento che possiedono molti mezzi a disposizione, le infinite possibili soluzioni sono diventate parti integranti di una confusione espressa in campo.
Dall'avvento in panchina di Paul Annacone, che si è conquistato subito la fiducia di un tennista così consapevole e orgoglioso come Federer, questo senso dell'anticipo pare stia gradualmente tornando. Non con la continuità dei tempi di assoluto dominio, ma i lampi stan diventando giorno. Sono di pochi giorni fa queste parole: "Lui mi semplifica le cose. Io sapevo e so quello che devo fare, ma probabilmente avevo e ho bisogno di sentirle da un'altra prospettiva". Nel match di ieri contro Murray alle WTF, è stata la chiave, derivata da un atteggiamento e una convinzione votata a questo tipo di aggressività: non solo la rete, non solo le variazioni. Togliere il tempo a questi avversari, che difficilmente riescono a farlo.
Roger e l'anticipo, anno di grazia 2005:
Roger e l'anticipo (?!), 2009:

Un ottimo primo post tecnico, su un tema che è davvero un punto chiave della "terza" carriera di Roger...perchè se da una parte sarà sempre più importante riuscire a sfruttare il suo straordinario anticipo, da un'altra sarà sempre più difficile farlo, o comunque farlo con continuità.
RispondiEliminaOvviamente per farlo devi stare molto bene fisicamente, altrimenti è difficile. Ma comunque può farlo alternando ciò alle variazioni e a nuovi schemi che lui sicuramente ha la possibilità di sperimentare. Basta avere le idee chiare, ed è questa la cosa più importante che Annacone deve fare, semplificargli idee e schemi.
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